Agrion, Aspromiele, Piemonte Miele e Regione Piemonte: l’unione fa la forza delle api


 

Le api sono degli eccellenti bioindicatori, durante la loro attività entrano in contatto con tutti i comparti ambientali raccogliendo informazioni dal suolo, dall'acqua, dall'aria e dalla vegetazione, effettuano milioni di micro prelievi, fornendo indicazioni sullo stato di salute dell'ambiente in cui vivono.

 

È nato in questi giorni un nuovo coordinamento tra Agrion, Aspromiele, Piemonte Miele e il Settore Fitosanitario e servizi tecnico-scientifici della Regione Piemonte. Obiettivo: condividere saperi, progetti e idee, accrescere competenze, il tutto per una agricoltura sempre più rispettosa delle api e dunque della biodiversità e dell’ambiente.

 

I quattro componenti del coordinamento sono infatti soggetti che operano nei loro settori per garantire ricerche e progetti che guardano a un’agricoltura piemontese sostenibile, in grado quindi di coniugare qualità delle produzioni con un impatto limitato sull’ambiente circostante.

 

Verrà attivato un monitoraggio per diverse macro aree in Piemonte così da poter individuare eventuali casi di criticità.

 

Inoltre, i tecnici di Aspromiele, che già prendono attivamente parte ai coordinamenti regionali del Settore Fitosanitario, saranno inviatati ai tavoli di lavoro dei tecnici Agrion cosi da avviare una nuova metodologia di lavoro che vede i tecnici del settore miele operare in stretta sinergia con i diversi settori ortofrutticoli.

 

Le sedi dei centri operativi di Agrion di Boves, Carpaneto e Cravanzana ospiteranno inoltre, dalla prossima primavera, alcuni alveari. Avranno la funzione di monitorare l’impatto delle attività di sperimentazione applicate e saranno il simbolo di un’agricoltura “da primato” come quella piemontese che si innova e che per farlo si allea con l’ambiente.

 

Abbiamo fortemente voluto questo coordinamento – spiega Giacomo Ballari, presidente di Agrion -, le api sono insetti molto delicati e fondamentali per garantire biodiversità. Grazie a questo coordinamento potremo dunque condividere i progetti e le competenze di ciascuno dei soggetti interessati. Mettere al centro le api, significa immaginare una agricoltura sostenibile. Agrion si impegna a fare in modo che le progettualità messe in campo nei diversi settori siano ‘testate’ proprio per il rispetto verso le api. In questo modo costruiamo un percorso virtuoso molto importante”.

 

“Partecipiamo molto volentieri a questo coordinamento – aggiunge Davide Venanzio, funzionario del Settore Fitosanitario della Regione Piemonte -; crediamo fermamente che razionalizzare la difesa fitosanitaria delle colture al fine di tutelare l’ambiente e i pronubi sia uno degli obbiettivi principali dell’agricoltura moderna e le strategie che come ente pubblico indichiamo vanno esattamente in questa direzione”.

 

“Abbiamo chiesto questo coordinamento perché siamo convinti che sia fondamentale migliorare il dialogo con tutti i settori dell’agricoltura e siamo molto soddisfatti che venga attivato – aggiunge Ernesto Marengo, presidente di Piemonte Miele -. ll rispetto e la tutela delle api non è soltanto un’esigenza di noi apicoltori, è sinonimo di un approccio all’agricoltura davvero sostenibile, un modo di operare che ha come obiettivo la diminuzione dell’impatto sul contesto ambientale. Il coordinamento è un primo passo, adesso dovremo subito dare concretezza a progettazioni congiunte”.

 

“Le api sono degli eccellenti bioindicatori – conclude Lidia Agnello, presidente di Aspromiele -, durante la loro attività entrano in contatto con tutti i comparti ambientali raccogliendo informazioni dal suolo, dall’acqua, dall’aria e dalla vegetazione, effettuano milioni di micro prelievi, analizzando loro stesse o le matrici dell’alveare, ci forniscono informazioni sullo stato di salute dell’ambiente in cui vivono. Aspromiele nel 2017 ha attivato in via sperimentale due stazioni di monitoraggio in areali agricoli, le informazioni ricavate evidenziano criticità tali da chiedere il sostegno alle istituzioni per poter ampliare ed approfondire le conoscenze del nostro territorio. Sono certa che con l’ampliamento della rete di monitoraggio e la collaborazione con i vari comparti agricoli e le istituzioni, sarà possibile migliorare eventuali criticità o meglio ancora poter attestare la salubrità dei territori dedicati a pratiche agricole ‘virtuose’”.